giovedì 4 luglio 2013

Piccoli disciplinati crescono




"Perché in Germania tutto funziona così bene?" 
È una domanda che ci si rivolge spesso e per la quale la risposta più comune è "perché tutti rispettano le regole.
C'è da pagare le tasse? Tutti o quasi le pagano.
Bisogna pagare il biglietto dei mezzi? La maggior parte delle persone lo fa.
Si devono dividere i rifiuti secondo criteri a volte forse anche un po' troppo fini (tipo dividere il vetro per colore)? Si sbuffa un po' ma lo si fa.
Io mi sono sempre chiesta perché questo tipo di disciplina non sia in Italia tanto normale quanto lo è qui. Cosa spinge i nostri vicini d'oltre cavolo a staccarci così tanto in questi e numerosi altri esempi di civiltà? Sicuramente una delle possibili ragioni è la paura delle conseguenze. Se ad Amburgo si viene beccati tre volte sui mezzi senza biglietto scatta la denuncia e la fedina penale si macchia. Poi addio credibilità futura! 
La paura delle conseguenze negative non si ferma al solo piano personale. Se i rifiuti non vengono divisi correttamente non si rispetta l'ambiente e i rischi sono addirittura globali. Se la gente non paga le tasse i prezzi si alzano, i servizi peggiorano...insomma, buonanotte a stato sociale e privilegi.
E poi c'è l'autorità. Il rispetto per chi detta le regole. Perché se la tal persona lassù ha deciso in un certo modo è per via delle sue competenze. Se tal dei tali è un manager, un dirigente di partito, una persona importante si ritiene, o almeno si spera, che la sua posizione di comando se la sia meritata. Se sta lì un motivo ci sarà pure, ecco. Mah...
A loro in generale non piace mettersi contro l'autorità, basta sedersi in un qualsiasi meeting aziendale per notarlo (ne ho parlato qui). E se lo fanno devono essere certi, certissimi, che sia per la giusta causa, consapevoli che le loro azioni avranno delle conseguenze. Condiamo poi il tutto con il retaggio della morale protestante che pare abbia fatto molto... ne viene fuori un argomento di certo difficile e delicato, che richiede profonde riflessioni anche storiche e quindi non proprio il tema ideale per un blog leggero come questo.
Perché scriverci su un post allora? Perché la prospettiva si capovolge completamente se nel ruolo dell'autorità ci sono niente popò di meno che... io!
Da poco più di due anni ricopro un ruolo di grandissimo prestigio, sono impegnata giorno e notte, sono sempre sul pezzo, non posso permettermi errori, e ho almeno una persona che pende letteralmente dalle mie labbra.
No no, niente dirigenze o chissà che cavolo. Sono "semplicemente" una mamma e come tale...le regole le detto io! Regole che il mio piccolo crucchino impara, immagazzina, elabora e, se in un dato momento è la sua metà tedesca del cervello ad essere connessa, mette in pratica esemplarmente.
Solo che a volte lo fa fin troppo bene!
Vi riporto qualche esempio

1) La pappa non si tira. Mai!
Giusto?
E la regola vale per tutti. Ora immaginateci una domenica in un parco naturale e nel momento clou in cui viene dato da mangiare ai lupi tirando loro intere bistecche che vengono prese al volo direttamente nelle fauci, tra i sospiri di entusiasmo degli astanti un biondino si agita nel passeggino urlando contrariato NO TIRA PAPPA!!!!

2) Si disegna solo sul foglio!
Non sui muri, non sul pavimento, non sui vestiti, non sui giocattoli e non sugli altri bambini Solo foglio!
E ora immaginatevi sulla U-Bahn di Amburgo. Alla fermata St. Pauli si siede davanti a noi un ragazzone ben piazzato e completamente tatuato. Davide gli punta il dito addosso e sbraita: solo foglio! Per fortuna in italiano...

3) Non si fa la pipì per terra! Capito?
Ormai sei grande e se devi fare la pipì c'è il vasino (ho parlato di questo argomento nel blog delle mamme italiane ad Amburgo). Ora immaginateci in centro a Dresda accarezzare i cavalli "parcheggiati" non lontano dalla Semperoper e vederne uno fare i propri bisogni a cielo aperto.
"No pipì per terra! Pipì vasino!" lo rimprovera Davide.
Voi non scoppiate a ridere pensando ad un destriero che tenta di far entrare il suo fiero didietro in un vasino? Solo che non lo dico a Davide che esistono le eccezioni...ne riparleremo quando è più grande, per ora è molto più comodo così!


PS: la foto che ho riportato rappresenta uno dei cartelli appesi nei mezzi pubblici per ricordare che lasciare rifiuti in giro non è una bella cosa. Figuratevi Davide appena ha visto una banana abbandonata per terra...con tanto di scritta poi!

10 commenti:

  1. Ciao! Ho scoperto da pochissimo il tuo blog e mi piace veramente tanto, sei veramente acuta e divertente nel descrivere le tue avventure d'oltre cavolo! A fine Settembre partirò in Erasmus.. la Germania mi aspetta! Un bacio al crucchino! Saluti da una ragazza sarda ;)

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    1. Grazie mille e benvenuta sul mio blog d'oltre cavolo! Dove andrai di bello? Attenzione ai biondi, parlo per esperienza personale :D

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    2. Andrò a Hildesheim, non lontano da Hannover! Confesso che ho un debole per i biondini!!! :-P

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  2. Tranquilla, c'è la Trotzphase...

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    1. Aaaah quella la conosciamo ampiamente, soprattutto quando si tratta di scene isteriche all'Edeka!

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  3. mia figlia non ha ancora capito che non deve disegnare sulla sua pelle, per lei è diventata una mania quando ci siamo fermati in un autogrill strapieno di motociclisti supertatuati!

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    1. Vuoi che le mandi il mio crucchino a sbraitare "solo foglio"? ;)

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  4. Ahahah, grandissimo il tuo crucchino moralizzatore! Non fargli mai leggere Weber, i crucchi lo ignorano ed é meglio cosí :-D

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  5. in vista del nostro imminente trasferimento questo tuo post mi fa sentire molto meglio. già perchè la differenza tra i bambini italiani e quelli stranieri si vede lontano un miglio. quando sei all'estero in periodo di vacanze puoi fiutare le famiglie italiane a km di distanza. ma perchè?!?!
    se fino a qualche tempo fa andavamo orgogliosi del fatto che amici e parenti viaggiatori ci dicessero quanto ale non sembrasse un bimbo italiano da quando ha iniziato la scuola materna (non che voglia dare tutta la colpa a loro, di tempo ne passa molto anche con me! :/ ) è un'altra persona: urla, frasi scemotte ripetute al limite della sopportazione, CAPRICCI - parola da me tanto odiata ma che rende l'idea - scenate 'infantili' ;P .
    e federico, 2 anni...la sua piccola controfigura!
    spero quindi che una volta arrivati ad amburgo ci si possa riconoscere come italiani (per i lati negativi di cui sopra, non in generale)per il minor tempo possibile. viva l'influenza dei bambini quindi, nel bene e nel male!
    a presto!

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  6. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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