mercoledì 30 gennaio 2013

Preghiera di una milanese estroversa ai suoi connazionali d’oltre cavolo



Ma da quando noi italiani siamo diventati come i tedeschi?
Non ci salutiamo più, non scambiamo più due chiacchiere anche se non ci conosciamo, non gioiamo per la coincidenza di essere connazionali che si sono incontrati oggi, ad Amburgo.  

Oggi sulla metro di ritorno verso casa, Davidino urlava a squarciagola e in italiano i nomi di tutte le cose che vedeva – atteggiamento molto poco teutonico. E l’inconveniente linguistico dell’ultima ora non è mancato. “Mamma, oh no catso?!?” – “Davide, oh no gatto!” – “Nein mamma, oh no catso!” – “Aaaah, oh no canzone!” – “Hmhmhm ja mamma, oh no canzione!”. MAI dire parolacce in presenza di un duenne. Capisce. Memorizza. Ripete. Il signore scuro vicino a me ha fatto un ghigno divertito molto evidente. Poi, al momento di scendere, mi ha tenuto aperta la porta del vagone dicendo “Prego”. Io ho risposto “Grazie”, un po’ sorpresa, ma in negativo. Ma possibile che ci abbia messo tutto il tragitto di 8 fermate prima di azzardare l’approccio linguistico e umano? Quante volte gli sarà capitato di incontrare una mamma italiana sulla U3 di Amburgo? Amarezza anche verso me stessa, che avevo sospettato la provenienza di costui ma non osato chiedere, che magari quello se la rideva per i cavoli suoi. 

Ma siamo diventati davvero così introversi, riservati, scorbutici e anseatici?

Tempo fa al parco giochi del centro un papà chiamava “Ginevra, vieni qui, Ginevra fai piano, Ginevra vuoi l’acqua?”. Poi Ginevra era davanti a Davide sullo scivolo e non voleva scendere. Io blocco la manina del crucchino che puntava minacciosa verso i riccioli della bimba e dico con voce bella alta: “Davide, ora Ginevra scende e poi tocca a te”. Il padre italiano mi guarda indifferente, non una scintilla negli occhi, non un “ah, italiani anche voi”. Non un  “facciamo giocare insieme i nostri bambini e intanto parliamo male di Berlusconi”. Niente.

E ancora più tempo addietro, all’Ikea. Una coppia italiana sale sull’ascensore insieme a noi. Parlano e io, come sempre troppo eccitata quando sento la mia lingua, curiosa di sapere cosa porta la gente quassù, avida di storie, avanzo il mio. “Italiani? Madddai! Di dove?” – l’ascensore si apre, i due dicono “di Roma” e se ne vanno. Non capisco, ma vi sembra che incontrare altri italiani all’Ikea di Schnelsen sia una cosa da tutti i giorni? O forse devo andare a comprare Billy, Malm e Pax più spesso per sentirmi più a casa?

Ma da quando siamo diventati tedeschi?!?!? Da quando abbiamo iniziato a provare diffidenza verso gli sconosciuti? Non eravamo il popolo più simpatico d’Europa?

Signore della metropolitana, papà di Ginevra, romani dell’Ikea: ma che vi sta succedendo?!?! Siamo qui, in Germania, ad Amburgo, al nord, a farci massacrare dal freddo e dalla pioggia, circondati da spilungoni biondi che manco sanno pronunciare la r. Non lasciamoci ingrigire, restiamo uniti, regaliamoci a vicenda quel piccolo raggio di sole che altrimenti stenteremmo a vedere. Se una ragazza con accento meneghino (mica che sia questo il problema?) e passeggino vi assale di parole ed entusiasmo, non spingetela via, ditele di dove siete, raccontatele un aneddoto d’oltre cavolo e lasciatela andare per la sua strada con un sorriso in più, che la vita è dura a prescindere.

20 commenti:

  1. Strano sto post scritto da te. Strano parlare di slanci di simpatia e affetto tra connazionali. Sei l´unica che quando arriva e quando se ne va, fa ciao con la manina e non dá un abbraccio affettuoso a tutte, come del resto facciamo tutte...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero, sarò espansiva con le parole e poco con il corpo. E tendo ad esprimere l'affetto in altri modi, forse meno fisici ma per me ben più autentici. Inoltre gli abbracci affettuosi con in braccio un bimbo che alle 18 sbraita non mi sono mai venuti molto bene ;)

      Elimina
  2. Ho notato che ci sono due categorie: gli italiani in vacanza all'estero, che non vedono l'ora di trovare un altro italiano per poter fare due chiacchiere e gli italiani che vivono all'estero, un po' "ognuno in fondo perso dietro i fatti suoi", come diceva Vasco.
    Devo ammettere che anche io quando vedo un italiano non ho lo slancio di inondarlo di parole solo perchè parliamo la stessa lingua, non so se sia timore di sembrare invadente o timore di venire ignorata nonostante l'idioma comune. Pero' ricordo che quando arrivai quassù era diverso, ero un po' come un'italiana in vacanza all'estero. Sette anni ti cambiano un po', nel bene e nel male.
    Barbara

    RispondiElimina
  3. Giusto, cara Mari. Che di amburghesi Fischköpfe ce ne son già abbastanza. Un abbraccio (non milanese, ma settentrionale pure il mio; dunque, forse, poco caloroso:))

    RispondiElimina
  4. Faccio mea culpa: io sono una di quelle che non attacca bottone. Però sono sempre sempre sempre stata così, non c'entra l'essermi trasferita in Germania. Non sono mai stata una da slanci di affetto, né a parole né altro, anzi non amo moltissimo il contatto fisico. A dire così sembro uncle scrooge, mi rendo conto, ma credo sia solo una questione di sensibilità personale: c'è chi è più riservato, chi meno, in ogni nazione. Conosco tedeschi più espansivi di me, il che può sembrare assurdo e invece... E poi ad essere sincera ad attaccare bottone con qualcuno solo perché parla la mia lingua mi sembra di essere invadente (penso: che vuoi che gliene freghi che sono italiana anche io). Se sento parlare italiano intorno a me sorrido, poi se gli interessati vogliono possono attaccare bottone, altrimenti no, ma raramente me la sento di fare il primo passo, sono troppo riservata credo... Boh.
    Detto questo, comunque, noi prima o poi dobbiamo vederci però eh!! ;-))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo! E cmq stai tranquilla che se dovessimo incotrarci nei mezzi ti attaccherei bottone :) Capisco che il problema in fondo sia mio, ma sono sempre stata una cantastorie e cerco, scruto, voglio sapere!

      Elimina
  5. Io i connazionali li evito come la peste quando sono all'estero, specie quelli caciaroni che alimentano lo stereotipo. Di solito sarei stato piu' morbido in presenza di pargoli, almeno un cenno di riconoscimento per non passare da villano...il papa' al parco vedi mai che era separato, era la sua ora d'aria con la bimba, gli giravano pure........quelli di Roma siccome passan sempre per rompiglioni han tagliato corto, poi puta caso che tutti quelli incontrati eran berlusconiani?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ottimi argomenti, vero! Io sono sempre stata una "rompiballe da tram" anche a Milano, ma mi rendo conto di essere peggiorata da quando sto qui :) Però spero di non passare per caciarona, a me piace scambiare due parole sui mezzi, mica che bisogna diventare tutti amiconi.

      Elimina
  6. Ciao! mi presento sono EinEspressoBitte...in arte Simona :-D neoblogger da pochissimo! Anch'io come Armando evito chi alimenta lo stereotipo...però non vivo quello che hai scritto, anzi, pare che io ce l'abbia scritto in fronte che sono italiana e pare ci sia scritto pure "sì, raccontami pure la storia della tua vita" :-D! Ma proprio in generale non ho mai vissuto freddezza o diffidenza...sarò un caso strano, non lo so...so che io do e ricevo sorrisi di continuo! da italiani, tedeschi, russi ecc...sui mezzi ho imparato tedesco più che ai corsi, grazie ad autoctoni mai visti prima che mi facevano le lezioni per ammazzare il tempo! Al supermercato mi sono fatta fare una mega lezione di grammatica dalla commessa e dalla gente in coda...avevo detto una "cagata pazzesca" e me l'hanno spiegata alles zusammen! Inizio a chiedermi se sono un caso patologico!!!...Grueß da Freising!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bella Freising! Pare che più si va a sud Germania e più la gente tenda ad essere cordiale e simpatica. Però non me la sento di parlare male degli Amburghesi a sproposito, un motivo ce l'hanno per essere così: vivono in una città in cui piove sempre. E con sempre intendo...sempre! Se non piove c'è vento o ci sono 2 gradi. E in estate max 3 settimane di bel tempo. Non consecutive. Poi uno giustamente ha i cavoli girati e non dà corda alla rompiscatole di turno, che sarei io :D

      Elimina
  7. Vabbeh va... te lo metto anche qui, che su FB si perde:

    Sul treno: una ragazza parla al telefono, si sente che è italiana anche se sta 4 file più in la.
    Faccio una cosa che ho fatto raramente in vita mia in tanti anni (giusto con povero Matteo e con Francesca), cerco di comunicarle la mia italianità.
    Cambio posto e mi ci siedo di fronte.
    Mi dico: mo, appena chiude le dico "ma sei italiana?... e già! che domanda scema, certo che è italiana... Dai, evitiamo le banalità e sopratutto i pregiudizi eh?! Allora le dico forse "che ci fai su questo treno?" ... si... e lei mi dice che ci viaggia sopra -grazie-al-cà-. Allora la butto sul tempo dai... mmh... ma oggi fa bello... che cacchio si dicono due italiani ad Amburgo se il tempo è bello eh??!! Il 90% del materiale per una buona conversazione è fottuto... Allora... sisi.. le chiedo "Da quanto sei qui ad Amburgo? e..." o porcamiseria... l'ha appena detto al telefono "... sto qui da tre mesi e ancora non ho trovato lavoro...". Lavorolavoroo... mmh... boh, glissiamo l'argomento. Il solito "che fai stasera" lasciamo perde che io so benissimo cosa faccio io stasera e non c'ho certo tempo per questa che... ammazza quanto chiacchiera al telefono... sono 6 fermate e ancora chiacchiera... mo le chiedo che compagnia telefonica ha. Anzi: "ma non hai un lavoro e butti tutti 'sti soldi nei telefonini? Sei una tipica italiana cretina lo sai?!"... vabbeh... magari scende alla mia fermata e le offro un caffé... e se poi questa "ci sta?". Lo sai che le italiane so tutte zocc... OH! SI E' ALZATA! Ma... continua a parlare... con una mano afferra 2 borse e contemporaneamente riesce a infilarsi gli occhiali da vamp mentre con la testa piegata regge il telefono... logorroica più che mai, la voce ancora più alta per coprire il suono del treno e delle porte... scende... il treno riparte... quella parla e parla e parla...
    Italiani del cazzo! Tutti logorroici! Certo che a forza di parlare non c'è più tempo di comunicare tra noi!

    Meno male che ci sono rimasto io che riesco a dire un concetto con due parole! Ts!
    (c) Paolo Moriconi

    RispondiElimina
  8. Mi accodo alle impressioni precedenti. Se sono in vacanza evito come la pesta quelli che confermano al 1000% l'idea dell'italiano cagnaro con il mandolino in mano. Lungi da me! E quando li incontravo in metro certo non andavo a stringergli la mano, però sorridevo e pensavo "ecco una briciola di casa trapiantata qua". Se poi facevano gli incivili sulla metro ero il primo che li buttava mentalmente sotto i binari. Gli altri espatriati che ho conosciuto però sono stati la mia rete di salvezza e lo spetteguless che ho fatto con loro ha reso l'esperienza in Crucconia l'esperienza con la E maiuscola. E devo ammetterlo? Dopo tutto il giorno che interagivo nella loro lingua con il cruccame tutt'attorno, parlare in italiano era un fattore decompressivo mica da niente. Le occasioni di sfotterli poi...impagabili!

    RispondiElimina
  9. Mi piaciono le persone educate che rispondono alla gioia di chi loro rivolge un saluto o un commento. Se poi vi è un sorriso il significato di umanità si arricchisce. I caciaroni sono tutt'altra specie, gli invadenti non comunicano ma infastidiscono. La presenza in un parco di bambini di persone lontane dalla propria terra di provenienza non giustifica un banale senso di fratellanza ma suggerisce il piacere di trovare qualcuno con le tue stesse esperienze culturali e ricordi giovanili.
    Quindi Mary sono d'accordo con te e conoscendoti so che la tua gaia partecipazione è solo una manifestazione spontanea di attenzione nel rispetto delle persone.

    RispondiElimina
  10. Quante banalità. Gli italiani solari e chiacchieroni e i tedeschi freddi e introversi e cose del genere. A volte a mio parere si dovrebbe fare solo i lettori invece di scrivere banalità del genere. Comunque capisco che andare oltre agli stereotipi è una virtù poco comune.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Saranno anche stereotipi...ma cosa sono secondo te gli stereotipi? Esagerazioni e generalizzazioni di cose che in fondo in fondo un minimo di verità ce l'hanno. D'altra parte che gli italiani siano solari non lo diciamo solo noi, non lo dicono solo i tedeschi ma lo dicono in tutto il mondo. Chissà perché!?!?

      Elimina
  11. Forse dipende dal fatto che vivo a Colonia, qui sono per la maggiore cordialissimi.
    Che siano italiani o tedeschi, se chiedi una informazione si sbracciano per esserti di aiuto.
    È piena di italiani, e quando incontro un connazionale per caso, finiamo a parlare di tutto.
    Ho trovato persone molto piú maleducate e introverse a Padova, dove vivevo.

    RispondiElimina
  12. Pensa che io sono italiana e del sud e ogni volta che in treno o sul bus trovavo regolarmente la signora seduta accanto a me ,che non so perché doveva aggiornarmi per forza su gli ultimi avvenimenti della sua vita, ne sono sempre stata infastidita, non per cattiveria ma che vuoi che interessi a me che studi abbia fatto tuo figlio o se sposato o meno, se sto in treno voglio rilassarmi e fare il mio tragitto in pace!Come vedi non è questione di essere tedeschi o italiani!

    RispondiElimina
  13. Stefano (tu sai chi)7 febbraio 2013 02:57

    Mea culpa! Io sono uno di quelli che non parla e non comunica, auricolari nelle orecchie sempre! Ma quando identifico italiani stoppo la musica e ascolto cercando di capire la loro provenienza geografica dall'accento. Naturalmente se sento che sono in difficoltà o hanno bisogno d'aiuto intervengo. Ormai qui a Berlino è pieno di italiani quindi questa "esclusività" di essere connazionali non c'è. Una eccezione la feci a Salisburgo, sentii delle signore parlare il mio dialetto e lì non sono riuscito a trattenermi e esplosione di gioia reciproca e carrambata totale nel sapere che conoscevano l'azienda della mia famiglia essendo le signore del paese confinante al mio. Per quanto riguarda l'identificazione dell'italiano per quanto mi riguarda i tedeschi ormai mi danno del turco/persiano/siriano/magrebino!

    RispondiElimina
  14. devo dire che sono qua da pochi mesi ma già diverse volte i tedeschi mi hanno attaccato bottone, e io ovviamente non ho capito niente. Il massimo è quando sono in giro col cane, tutti a chiedere quanti anni ha, se è maschio o femmina...etc
    Gli italiani in Italia sono più introversi, col cavolo che attaccano bottone collo straniero, qua invece lo fanno. Sarò un caso strano. Quando sento un italiano un po mi farebbe piacere parlarci, sentire la sua esperienza e consigli. Dall altra parte mi fa un po tristezza: il nostro posto sarebbe a casa nostra, qua ci siamo in gran parte perchè a casa nom ci hanno voluto, almeno questo è il mio caso e il mio pensiero, e ti toglie la voglia di chiacchierare con allegria.

    RispondiElimina
  15. Leggo solo adesso questo interessantissimo articolo! Anche noi abbiamo incontrato tantissime Volte altri italiani (diciamoci la verita', in Germania ormai e' pieno) e non so perche' ne se fossero in vacanza o no, sembravano quasi tutti infastiditi da noi. Mi ricordo ancora dopo 6 mesi di vita qui, sento una famiglia addirittura di Milano come me, nel parco giochi del nostro paesino! Mi sono detta, "E' un Sogno!" ho subito iniziato a chiaccherare e, pur essendo loro in vacanza, non solo risposte fredde, ma addirittura sono andati via dopo poco...Cavolo avrei potuti dargli dritte su ristoranti e cose da vedere! Ci sono rimasta male, dopo vari esempi Simili abbiamo smesso anche solo di provare a fare 2 chiacchere, perö che tristezza...Ho amiche americane qui, ti dico che appena si "scoprono" non fanno altro che chiaccherare e cercare di reincontrarsi.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...