domenica 18 novembre 2012

Il paese del Natale




Siamo da mia suocera questo fine settimana. Un paesello sperduto nella ex Germania dell’est a due passi dall’Erzgebirge, la regione dei monti metalliferi. Oggi la zona non è più famosa per le attività minerarie bensì perché qui si producono le tanto famose decorazioni natalizie di legno. Quelle che decorano di luce ed atmosfera le case durante l’avvento. Quelle che costano un capitale ai mercatini di Natale ma per le quali ogni Frau è disposta ad investire un bel po’ perché non c’è Natale senza Pyramide girevole, archi di luce, omini fumaincenso e vari ninnoli tipicissimi della zona. 
L’altro ieri abbiamo fato una gita nel paese del Natale, il Weihnachtsland. Si tratta di un negozio enorme che vende articoli natalizi. A vederlo da fuori sembra un castello dalle favole e proprio nel parcheggio c’è un enorme Babbo Natale di luce, sulla sua slitta e con la sua renna. Dentro c’è un vero e proprio spreco di Babbo Natali e folletti. In un angolo i folletti tagliano il legno e preparano i regali mentre il capo se la ronfa sonoramente; in un altro angolo c’è un eschimese davanti alla sua grotta che vede passare Babbo Natale sulla slitta. Due metri più avanti il povero Babbo Natale è finito nella neve a testa in giù. Poi, al secondo piano, Babbo Natale è nel salotto di casa sua e racconta a una bimba le storie di Natale. E all’ingresso del salone delle stelle dell’avvento, Babbo Natale e una renna cantano a squarciagola le canzoni di Natale.
Tutto l’anno.
Fuori si scioglie la neve, dentro è Natale. Fuori sbocciano le viole, dentro è Natale. Fuori si va a bere la birra al Biergarten, dentro è Natale. Fuori comincia l’inverno, dentro è Natale dall’anno scorso. La cosa paradossale è che proprio il 25 Dicembre il Weihnachtsland è chiuso!
Penso a quelli che lavorano in questo negozio. Non mi sorprenderebbe se odiassero tutti e se avessero i cavoli girati ogni secondo giorno!
Per rendere l’idea di quanto l’atmosfera natalizia di questo negozio faccia perdere il contatto con le stagioni, basti questo piccolo episodio: mia suocera ha incontrato una sua conoscente. Si sono scambiate qualche battuta nel loro dialetto per me imperscrutabile. E alla fine della conversazione, prese dall’aria di festa del negozio, si sono augurate di cuore Buon Natale e buon anno.
Il 16 di novembre.

1 commento:

  1. Sí hai ragione, Natale va bene, ma a tutto c´é un limite

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