sabato 19 novembre 2011

Colazione da KiTa: nie!


Il mio piccolo crucchino biondo sta crescendo! Da una settimana ha iniziato la KiTa cioè l’asilo nido. Il gruppo tre degli orsetti lavatori è formato da 12 nanetti, metà maschi e metà femmine, dagli 11 mesi ai tre anni non ancora compiuti. Il gruppo è misto anche per le provenienze: ci sono i tedeschi “puri”, cioè biondissimi e vestiti male, poi quelli di origine turca – sono capelloni e hanno la pelle di un bellissimo color olivastro. Poi c’è l’africano che però, per un piccolo incidente col triciclo, ora ha la punta del naso bianca – le maestre dicono che tornerà come prima. E non manca la russa. Davide non è l’unico mezzo italiano: pare che nel gruppo zwei ci sia una bambina italiana (tentativi di individuazione mamma già in corso). Una bella classe multiculturale insomma, di cui addirittura una delle tre maestre è polacca. È proprio quello che volevo per Davide, uno specchio della società e del quartiere in cui vive, un gruppo in cui le diversità si integrano, le culture giocano tra loro, suoni si intrecciano in scivoloni linguistici, cambi inaspettati di codice, divertenti creazioni lessicali.

C’è solo una cosa che non mi convince affatto e qui esce proprio tutta l’italianità polemica e pure milanese che c’è in me, quella che su alcune cose non riesce a mollare, quella che cocciutamente non vuole capire, non può capire!
Il problema del nido è la colazione.
Già durante la presentazione del nido, quando era stata sollevata la questione, avevo storto il naso ma quando al colloquio di benvenuto mi è stata ribadita, ecco, io ho fatto la madre rompiballe! Vi riporto la discussione e poi ditemi se non ho ragione!
Ewa, la maestra, mi avvisa contenta che il martedì è il Müsli-Tag ossia che danno ai bambini il latte con i cereali.
- “Ah, ma che bella cosa! E gli altri giorni invece?”
* “Gli altri giorni si fa colazione normale, cioè con pane, burro, salumi, formaggi…”.
IIIIIH, non sono riuscita a non dire niente!
- “Scusa Ewa, ma io a Davide non do i salumi e i formaggi la mattina, proprio non ce la faccio, non riesco a mangiarli nemmeno io!”
* “E cosa gli dai allora?”
- “Fette biscottate o pane con burro e marmellata e se ha ancora fame un biscotto”.
Lei mi guarda s c h i f a t a! Non ci crede. “Eh ma noi qui al nido facciamo fare solo una colazione sana”
- IIIIIIH… “Come sana?”
* “Sana perché senza zucchero!”.
- IIIIIIIIH “Perché, credi che la marmellata faccia ingrassare? E invece una fettazza di salame unta e bisunta cos’è, dietetica? E poi il Leberwust, che è la cosa più schifosa che esista (e cioè salsiccia di fegato di maiale misto a cipolle e altre cose che preferisco non sapere), il Leberwurst cos’è? Sano? È colesterolo puro, e in più glielo fate spalmare sul burro, ciccia per definizione! E poi i formaggi? Di certo mica gli date il Philadelphia light, ma fette spesse dai nomi impronunciabili con almeno il 58% di grassi!”.
Questo è quello che avrei voluto dirle. In realtà ero talmente sconvolta che mi sono limitata a rispondere che avrei parlato in casa della questione ma che io, in generale, preferirei dare al mio bambino qualcosa di più leggero, per non vederlo poi fra qualche anno rotolare come una palla di grasso insieme agli altri obesi dei suoi compagni di classe (neanche quello dalla virgola in poi è quello che ho detto, però ci sarebbe stato bene, no?). Per fortuna Ewa mi ha fatto sapere che nel caso in cui decidiamo di far mangiare il bambino in modo “diverso”, allora avrebbero fatto per lui un menù “speciale”.

Diverso”. “Speciale”. Parole che mettono un po’ di inquietudine.
E subito parte l’immaginazione. Tutti gli altri bambini si leccano contenti le loro ditina unte di salame e guardano sogghignando il mio, seduto da solo in un angolo a mangiarsi triste il suo panino con la marmellata. Jannick gli si avvicina e gli dice “la mia mamma ha detto che se si mangiano i dolci a colazione si muore”. E vedo ancora me stessa, lo vado a prendere alle quattro e incontro mamme che non conosco, e quando dico di essere la mamma di Davide loro rispondono: “Ah, quello che non può mangiare salumi e formaggio a colazione! Ma è malato? Ha un’introlleranza? È allergico? È musulmano?”.
È vero, i figli dei turchi mica si possono mangiare il prosciutto cotto!
La giustificazione religiosa è forse più legittima della mia, che è puramente di principio e abitudine? È giusto far sentire il mio bambino diverso senza un motivo “ufficiale”?
E torno a immaginarmelo in refettorio che risponde a Jannick: “e la mia mamma dice che chi mangia il salame a colazione diventa un ciccione crucco che da grande poi vive a patate, salsicce, crauti e birra”. E vedo Jannick, più grande e più grosso di Davide, che si mette a pestare il povero mezzo italiano e poi va a raccontare tutto a sua mamma, quella che incontrerò io subito dopo all’uscita – ecco da chi ha preso Jannick la stazza…

B r i v i d i.
Vada per la colazione alla tedesca!

9 commenti:

  1. Vero che la propensione al grasso / unto in Germania c'è. Magari far optare per un contenuto meno Fett sì lo farei presente e magari insisterei pure: un affettato magari meno grasso. Ma comunque il leberwurst fa parte della tradizione crucca, una volta ogni tanto mica fa male e magari pure al tuo bimbo non piace.... Per insistere invece su una colazione per forza "dolce" invece no, per il semplice fatto che anche con fette biscottate, dolci e marmellata la colazione è sbilanciata verso i carboidrati. Io punterei alla moderazione delle quantità magari ;-)

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  2. Io veramente non ho capito cosa vuol dire "nie"...:)

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  3. Scusa! Nie vuol dire mai. E se si legge tutto insieme senza due punti e con la pronuncia giusta di nie (cioè ni) suona colazione da kitani...dovrebbe essere un'assonanza simpatica...dovrebbe...

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  4. I miei figli in età scolare invece snobbavano il mio caffelate e si servivano da soli, a colazione, prima di andare a scuola, verso le sette del mattino: pane,tonno sott'olio e peperoni crudi... :( Che ribrezzo...ma sono cresciuti bene :). Non preoccuparti!

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  5. Ciao, arrivo nel tuo blog e mi rivedo...devo dire che però la propensione alla polemica è italiana, secondo me il mio nano mangiava male nel nido svizzero e non bene pure in quello milanese..ma un po' di equilibrio no??? Vabbè, comunque, é vero che gli zuccheri fanno male (a parte che esistono buonissime marmellate 100%frutta), ma i salumi mica fanno bene (come anche il consumo eccessivo di carne..ormai lo dicono tutti, ma quando lo dici c'è gente che ancora ti guarda malissimo..e dame di bistecchina e prosciuttino... Però la questione centrale è quella della diversità, che un po' ci mette in difficoltà...almeno a me. Nel senso, se la scelgo io per me va benissimo, ma farla sentire a un bimbo piccolo non me la sento tanto..son stata confusissima, lo so..Intato complimenti per il tuo blog!

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  6. Se in Italia alcune mense scolastiche e a volte la caritas si adattano a cambiare il menù per i mussulmani, trovo giusto che anche in Germania l'alimentazione sia internazionale e non prettamente tedesca. Tanto più che quasi la maggior parte dei bimbi non sono di origine tedesca
    Monica

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  7. Sono arrivata casualmente al tuo blog e lo trovo molto interessante. Qui a Istanbul le mie figlie fanno il pranzo alla turca. Ossia, non esiste la differenza tra primi e secondi piatti come da noi e capita che le mie figlie, soprattutto quella piccola, si mangino la ciorba (che è un passato di verdura) e le lasagne, il riso e la pasta. Frutta non ce n'è mai, in compenso ci sono dei dolcetti mielosi, dolci da far paura!
    Ma che ci vuoi fare?

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