mercoledì 8 giugno 2011

Cappuccino - tutta la verità


Quello che vedete qui sopra è un cappuccino servitomi oggi da un cameriere gonfio d’orgoglio quasi quanto la schiuma di latte in equilibrio sui bordi della tazza. Opera d’arte accolta con un entusiastico ooooh da parte degli astanti tedeschi miei commensali. Prontissimo mio marito a prevenire il commento della solita italiana rompiballe e a sussurrarmi a denti serrati: shhh, non dire niente! Dal mio sguardo maligno ha capito perfettamente che appena avuto un momento libero avrei scritto un bel post sul cappuccino.
Ora lo dico una volta per tutte: in Germania non sanno fare il cappuccino. Basta, l’ho detto, mi sono tolta un peso. Neanche i baristi italiani ci riescono, è come se si fossero dimenticati che la schiuma si fa piatta e compatta, deve essere cremosa e non sbollicinosa!
La spiegazione di questo fenomeno mi è arrivata da Marco, il mio amico sardo che per lavoro fa lo scienziato – per davvero, in laboratorio, con il camice, le cavie e credo anche le provette – e che quindi per me sa sempre tutto. La sua fantastica teoria vuole che la schiuma del cappuccino imiti quella della birra. Ecco che la bevanda nazionale italiana viene rivisitata, reinterpretata, reinventata, decontestualizzata, integrata, globalizzata… crucchizzata insomma.
Ci sarebbe anche un’altra teoria più veniale ossia: il prezzo assolutamente spropositato di questi cappuccini (due-e-quaranta in media!) è giustificato con il lato estetico, il lavoro di cesello e lancia a vapore che crea sculture futuristiche.
Ma anche nonostante il prezzo esagerato, i tedeschi adorano il cappuccino! Sven sparge delicatamente lo zucchero sulla schiuma, solo un velo per non farlo sprofondare subito nel bagno liquido sottostante. Poi con la punta del cucchiaino stacca un pezzo della nuvola bianca e dolce, se lo porta alle labbra, gode quell’istante brevissimo che separa la sensazione di calore sulla lingua dall’evanescenza scoppiettante delle bollicine di latte. E ripete il gesto fino a far scomparire il ciuffo bianco e lasciar posto a quello che poi in realtà si rivela essere un mediocre caffelatte…la schiuma è tutta scena!
Sapete poi una cosa davvero strana dei tedeschi? Bevono il cappuccino dopo i pasti! Ma, dico io, si possono avere le papille gustative così distorte? Come si fa a rovinare così un pranzo, magari in un ristorante italiano di alto livello? È mai possibile che un rito italiano debba essere così brutalmente mistificato?
…ecco che arriva Vale, la ragazza di Marco: Mari, sono costretta a rivelare ai tuoi lettori che anche tu bevi il cappuccino dopo pranzo!
Beccata.
E se tirassi fuori la scusa che sono una mamma che allatta e quindi cerco di smorzare la caffeina con il latte?
… si intromette Sandra: non dire cavolate, il cappuccino a pranzo lo prendevi già addirittura prima della gravidanza.
E va bene, lo ammetto. Io il cappuccino dopo pranzo ogni tanto lo bevo! Lo prendo soprattutto in inverno, quando fuori fa un freddo boia e ho bisogno di qualcosa che mi scaldi e che mi faccia passare più tempo possibile al chiuso o prolungare anche solo di due minuti la pausa pranzo prima di rimettermi al pc. E lo prendo perché da quando abito in Germania ho scoperto che mi piace da morire il latte, io che ho passato tanti anni a non berlo. E lo prendo perché qui nessuno mi giudica se bevo il cappuccino dopo pranzo. E lo prendo perché in fondo io i crucchi li critico tanto ma per molte cose sono ben peggio di loro!

9 commenti:

  1. Mi son fatta due risate :) beccata!

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  2. non hai mai notato che i tedeschi lo bevono anche DURANTE il pasto ? a volte mi è capitato di vederli anche alternarlo al vino rosso durante il pranzo :-(

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  3. È vero!!! Così in là però non ci arriverò mai, lo giuro!

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  4. Vero su tutta la linea, però puoi sempre dire che bevi il latte nel caffè dopo il pasto perchè il caffè crucco non è proprio ...ehm... un caffè italiano , nel senso che oltre al gusto è pure un beverone.... ma poi ti abitui e passi ore da Eduscho e Tchibo (io almeno facevo così e ora ne ho nostalgia..non del caffè, di Tchibo!) Ma la cosa che ancora non comprendo del crucco standard è come possano ritenere una vera finesse andare al Cafè il pomeriggio di un fine settimana e starsene al tavolino esterno, al sole con gli occhialoni, e ordinare un "latte macchiato"....

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  5. Sei stupenda!!!
    Ci vorrebbe uno "spruzzaschiuma" da cappuccino...Mi sa che fra poco sará reperibile su "bonprix.de"...
    :)))

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  6. Ciao,
    sono Stefania, collega-amica di Stefano di Lorito, lavoriamo insieme.
    Volevo farti i complimenti per i pezzi che scrivi, sei geniale. Quando li leggo è come se leggessi i miei pensieri messi per iscritto.
    Sei davvero forte!

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  7. Mari, cosa dici della temperatura? Intendo dire, la temperatura della bevanda in questione alla fine, è gradevolmente calda - come mi intimava di farla il mio capo-barista calabbrese Luca, quando lavoravo vicino alla Statale a Milano - o sembra piombo fuso?

    Di solito a Vienna il caffè è buono, gli austriaci hanno una grande tradizione al riguardo, per fortuna, e fanno il caffè in mille declinazioni. Però certe volte, quando *non* vai nelle kaffeehaus tradizionali o nei baretti bobo dove sanno il fatto loro, allora, talvolta ti arriva una roba bollente, orenda, che corrode l'esofago! Mai successo? :) In effetti le uniche esperienze tedesche che ho avuto, dal punto di vista del caffè, sono state un pochino desolanti.

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  8. Non vorrei turbare il nobile animo del popolo germanico ma i crucchi bevono di tutto avendo notoriamente lo stomaco foderato di ghisa.

    Se sotto la schiuma ci fosse petrolio si ciuccerebbero anche il suddetto combustibile.

    Qualora innocuamente sparassero poi un "vento posteriore" darebbero fuoco all' ignaro passante.

    Van Gho Famm (olandese puro)

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