lunedì 21 febbraio 2011

Tornare sogliola


Per la prima volta da quando è nato il bimbo ho fatto qualcosa da sola, per me. Sono andata in piscina ma senza le mie amiche ex balene, Melanie, Ruth e Jana. E soprattutto senza pancia.
Obiettivo, possibile o impossibile che sia: tornare come prima – cioè una sogliola.
Essendo la prima volta in piscina non da balena gravida è stata anche la prima volta che ho nuotato in una piscina d’oltre cavolo come utente normale. E devo dirlo, è stata un’esperienza strana.
Per prima cosa in Germania nessuno usa la cuffia. Lo so che fa un po’ schifo ma è così. Io però la uso, fosse anche solo per non nuotare con la frangia spalmata sulla fronte stile pechinese.
Poi ti sei dimenticato le ciabatte a casa? E allora? Piedi nudi e via, che sarà mai. Eh sì che quando ero piccola le verruche erano il terrore dei bambini, seconde solo alla paura del cerchio rosso che potrebbe circondarti se fai la pipì in acqua – tra l’altro ho scoperto da poco che non è vero!
E la doccia: qui dopo la nuotata la doccia si fa nudi e c’è giusto una cabina per i più pudichi o per le musulmane.
Ma parliamo della vasca. Mi ricordo che quando andavo a nuotare a Milano la piscina era divisa in sei corsie con i fili di galleggianti. Qui di corsia ce n’è solo una ed è riservata ai “Tempo-Schwimmer”, cioè quelli che nuotano veloce. Per il resto regna l’anarchia più totale. Se si becca la scia giusta e si riesce a coordinarsi con gli altri tanto meglio ma se arrivano le cozze son dolori! Le cozze sono le signore che prendono la piscina per il bagnasciuga di Gabicce Mare e camminano lentamente nell’acqua aggrappandosi l’una all’altra, scambiandosi le ricette per il fine settimana e chiacchierando dei fatti più glamour della giornata, tipo che la nuora si è fatta un colore di capelli orrendo, che la vicina non ha pulito bene la scala, che al supermercato Edeka il Quark è in offerta. Non si spostano dal centro della piscina nemmeno se un nuotatore arriva tutto bracciate e schizzi. Preferiscono rischiare di farsi investire. La piscina è di tutti e il nuotatore chi si crede di essere? Per lui c’è la corsia apposita e non importa se sono già in 50 a nuotarci! E poi in fondo le cozze sperano di essere colpite per il gusto meschino di andare a lamentarsi con il bagnino. La cozza esce e si dirige verso la sedia del bagnino il quale, avendo già capito che aria tira, alza gli occhi al cielo e fa un bel respiro prima di sentirsi la menata. Dopo il poveraccio è costretto a richiamare il nuotatore. E lo fa a malincuore perché lo sa benissimo che la piscina è fatta per nuotare e non per bagnarsi come al mare. Il nuotatore giustamente protesta, rientra in acqua sbuffando e mi guarda. Allora io gli dico: “ma è una cosa mai vista, ma come è possibile! Che almeno si mettano vicino al bordo!”. E lui: “davvero, mica posso fare lo slalom tra le vecchiette!”. E io: “dovrebbero fare almeno due corsie per nuotatori, forse sarebbe meglio”. E lui: “giusto, infatti, io vengo per allenarmi qui!”. Poi silenzio. Il nuotatore (sottolineo) tedesco si rende conto che sta parlando con una sconosciuta, per di più in costume da bagno. Mica che la sconosciuta pensi che lui ci sta provando. O ancora peggio, e se fosse la sconosciuta a provarci con lui? Afferro subito il motivo dell’imbarazzo e vorrei dirgli “no no, mica ci sto provando, anzi! Ho appena avuto un bambino e vengo a nuotare proprio perché voglio tornare in forma”. Ma in fondo che gli importa al tizio? Mi rimetto a fare vasche.
Ma non è finita! Dopo le cozze arriva una categoria ben peggiore: i pinguini cioè i bambini! E non a torto si chiamano così visto che si arrampicano sul trampolino e si buttano di pancia, quasi spiaccicano un povero nuotatore a rana. Tempo mezz’ora e davanti alla scaletta del trampolino c’è la coda, il silenzio rilassante che cercavo da settimane è scomparso. È un chiaro segnale che è arrivata l’ora di andare.
Prima di uscire chiedo al ragazzo alla cassa quale sia secondo lui l’orario migliore per andare a nuotare il venerdì, quello con meno bambini, tanto per intenderci. Lui mi guarda come se fossi una disgraziata infanticida e mi dice stizzito che se i bambini sono in vacanza vengono anche di mattina e che comunque dopo la scuola ce ne sono sempre. Io avrei voglia di dirgli “ma no, cosa hai capito, a me i bambini piacciono. Anzi, ne ho uno pure io. E infatti vengo a nuotare proprio perché…”. Nel frattempo ripassa il nuotatore di prima e mi guarda come per dire “ci provi anche col cassiere eh?” e io che vorrei dirgli “ma no, cosa hai capito! Guarda che io ho un bambino, anzi, vengo a nuotare proprio perché…”

3 commenti:

  1. Caspita che esperienza...semmai vado in piscina qui in Germania mi guardo bene da quelle che parlano di Quark in angebote ^^

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  2. Ma com'è che i miei commenti svaniscono? ;-) Boh, comunque mi ripeto: mi viene nostalgia di certi periodi, quando in piscina ci andavo perchè allora ne avevo il tempo ( e che cozze e che pinguini anche in Austria), ma più di mezz'ora non resistevo... perdevo sempre il ritmo....

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  3. Rido...perchè anch'io ho avuto la stessa assurda esperienza nelle piscine si svizzere che tedesche e pure io tempo addietro ci avevo scritto sopra, vabbé che il mare non ce l'hanno (o quasi), ma cavoli: n piscina si va per nuotare, o no?? Evidentemente NO!! Complimenti per il blog, mi diverte come scrivi!

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