sabato 13 marzo 2010

Oh mein Gott – ho sposato un crucco!


Pensavo di averlo educato in tanti anni.
Non mette più il maglione di lana a luglio, non si porta più lo zaino da trekking da 50 litri solo per trasportare il portafoglio, ha imparato a guardare con disprezzo i suoi connazionali che mettono il sandalo con il calzino bianco e ha anche smesso di dire che se il calzino fosse nero o blu non sarebbe poi tanto grave. Riesce pure ad abbinare i colori senza più conciarsi come Arlecchino per andare al lavoro. Si è rassegnato al fatto che togliersi le scarpe al cinema e appoggiare i piedi sulla poltroncina davanti non è molto fine, neanche se lo fanno tutti gli altri e neanche se davanti a lui non siede nessuno. E ha giurato che quando andrà in biblioteca a studiare non vagherà più scalzo tra gli scaffali, nemmeno se c’è la moquette.
Oggi, nel caso remotissimo che al supermercato abbia preso più di quello che aveva previsto, riesce a farsi forza e a comprare un sacchetto di plastica, senza più tornare a casa con le arance in tasca, i peperoni sotto le ascelle e la birra in testa per evitare lo spreco e rispettare l’ambiente.
Riesce a rimanere quasi calmo, senza farsi venire le crisi di panico, se trova un CD alfabeticamente nella posizione sbagliata e col tempo forse riuscirà anche ad arrendersi all’idea che possa capitare lo stesso con i libri.
Pensavo anche di averlo italianizzato del tutto in cucina.
Ha capito che gli spaghetti col ketchup non sono una prelibatezza, nemmeno con i cetriolini sottaceto a pezzetti. Si è reso conto che è molto meglio far saltare la pasta qualche minuto insieme al sugo piuttosto che metterla nuda su un lato del piatto lasciando una voragine tra lei e la salsa. Concorda con me che, in effetti, pane, burro, mascarpone e nutella insieme sono un attacco terroristico al colesterolo e crede che la pizza con l’ananas di tropicale non abbia un bel niente.
Mai fidarsi delle certezze.
Quando pensavo che tutti i miei sforzi di discrucchizzamento avessero portato definitivamente all’obiettivo, cosa fa il mio consorte d’oltre cavolo?
Mi beve mezzo litro di latte al cacao a tavola per accompagnare le lasagne!
Però il coraggio di chiedermi il cappuccino dopo pranzo non l’ha avuto, per fortuna…

15 commenti:

  1. però che teneri, vero? non hanno il minimo senso di cosa c'entri con cosa :) li amo. carla

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  2. Esagerata...il mio zainetto è da 35 litri!!!
    Sven

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  3. quando uno è crucco dentro... che ci vuoi fare?
    questa cosa di andar scalzi in biblioteca mi lascia molto perplessa; e scalzi al cinema, anche?

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  4. che sogno andare scalzi in biblioteca! anche io voglio!
    erica

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  5. Racconto carino! Non desistere, prossimamente altri miglioramenti in vista. Speriamo però che anche lui disitalianizzi un po' te, casomai ce ne fosse bisogno...

    Ciao, Claudio

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  6. Che bello non vivere più a Milano, alla mercé di dettami e costrizioni di pura e assoluta esteriorità. Amburgo é libertà!

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  7. Comunque anche Mari si è un po' crucchizzata...anche se non lo dice l'ho vista che faceva i giri in bilioteca a Jena senza scarpe!

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  8. Concordo con Claudio!! :)) Anche se Mary su molti punti è mooolto crucca!
    E comunque Sven (detto anche "Voce della verità") è un santo! Sven for President! :)

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  9. camminare scalzi in biblio e togliersi le scarpe al cinema...l'ho fatto molte volte anche io!! secondo me dipende dal fattore che ai tedeschi piace sentirsi a casa ovunque!

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  10. Che ridere cara amica, tutte cose che ad un italiana colpiscono all´occhio. Pero´ mica la sapevo che portano lo zaino da 50 litri solo per il portafoglio, io sto con un italiano in Germania ,ma adesso che li vedo in giro mi ricordero´ di questo post tanto carino e´ sbrocchero´ dal ridere ogni volta:))))

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  11. Ma che poi... lo stare scalzi dei tedeschi mica é per essere selvaggi, a contatto con la natura come dedurrebbero tutte le deduzioni filosofiche del caso... tengono le calze, come fossero a casa... é proprio una roba - come suggerisce Allendepat - per sentirsi a casa.
    I primi giorni in Germania notavo fuori dalle porte scarpe, scarpe, scarpe... ho pensato: questi ammazzano gli ospiti per collezionare le loro calzature!!
    E poi BAM, la rivelazione: i tedeschi non girano con le scarpe, per la casa.
    Uttío.... i padroni di casa non mi hanno invitata ad entrare, ma non mi sarebbe venuto subito in mente di togliere le scarpe... e chissá come avrei interpretato le eventuali occhiatacce :D

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  12. Il bello sono le colleghe al lavoro, che non appena fa un pochino di caldo, si spostano da un ufficio o piano all'altro senza scarpe e senza calze! Ok che abbiamo la moquette/teppich, però hanno di quei piedi svunci, ma svunci, che io se fossi in loro, non appena arrivata a casa mi dovrei pocciare i piedi nella candeggina... A proposito, dopo 19 mesi che mi trovo nella ridente regione del Baden Wuerttemberg, non ho ancora trovato il corrispondente della candeggina, ma esisterà? Elena

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  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  14. ahahaha! beh, devo dire che lo hai istruito bene :) anche io ci sto lavorando, ma almeno ora il mio ragazzo ha imparato ad usare l'olio di oliva e non quello del motore per condire la pasta e ha apprezzato sin da subito il caffè italiano :) certo che certi vizi (come quello di mangiare il pollo freddo avanzato dalla sera prima per colazione) son duri a morire..:D

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    1. Io ho mangiato gli avanzi della cena a colazione solo una volta in vita mia...la sera ho fatto il test di gravidanza infatti, mi sembrava davvero troppo strano! Ne è uscito un crucchino biondo :D

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