giovedì 24 dicembre 2009

Postumi di Natale


Tutti pensano al momento in cui Babbo Natale si prepara per la partenza. Mentre i suoi folletti aiutanti finiscono di impacchettare gli ultimi regali e di caricarli sulla slitta, lui si infila i suoi stivaloni neri di cuoio, stringe il cinturone, si calca ben bene il cappello sulla fronte ed esce. Dà una carezzina d’incoraggiamento alle renne, dopodichè monta sulla slitta e parte per il suo giro del mondo.
Nessuno pensa però in che stato arriva a casa Babbo Natale una volta assolti i suoi doveri.
Ora, non so cosa facciate ancora a Natale, oh voi lettori, o come da bambini abbiate atteso l’arrivo dei regali la sera del 24. A casa mia il rito consisteva nel preparare un piccolo spuntino per l’omone itinerante, consci del fatto che stare in giro tutta la notte a dicembre su una slitta scoperta e senza riscaldamento non fosse proprio quello che si può definire un viaggio a cinque stelle. Sul tavolone nero del salotto mettevamo dunque qualcosa da mangiare e da bere e il menù variava leggermente di anno in anno. A volte offrivamo un mandarino, altre volte sei pan di stelle e altre volte ancora, in uno slancio di generosità meneghina, ecco una bella fetta di panettone. Con le bevande, invece, eravamo piuttosto monotoni. A detta di mia madre, Babbo Natale non tollera molto il latte, proprio come papà, e quindi meglio evitare il beverone bianco, anche perché freddo poi gli rimane sullo stomaco. Meglio un bel bicchiere di vino rosso, che fa sangue e scalda.
E ora, stimati lettori, proviamo a fare due conti. Quanti bambini abitano solo in Europa? Stiamo stretti e diciamo 60 milioni (considerando che molti bambini dopo i 12 anni non credono più a Babbo Natale). Facciamo che anche solo la metà dei bambini europei prepari lo spuntino per l’ospite di passaggio, allora diventano 30 milioni. Provate a pensare al povero Babbo Natale e a quello che gli tocca mangiare e bere – anche perché non può certo ignorare l’affettuoso gesto e lasciare il piatto intatto (la delusione per i bambini sarebbe imperdonabile) e non può nemmeno rovesciare le bibite nelle piante, o portarsi via il tutto e svuotarlo per strada (poi dovrebbe riscendere dal camino per rimettere piatto e bicchiere sul tavolo, troppo complicato). Babbo Natale, dunque, è costretto a trangugiare panettone e vino rosso da me, seadas e mirto in Sardegna, e ancora torrone, pandoro, biscotti e biscottini, cioccolato, frittelle, mandarini, arance, mele, noci, nocciole, noccioline. Poi c’è chi pensa al salato quindi uova, bacon, toast cotto-e-formaggio, piadine, wurstel, risotto, tortellini, pizza... E da bere? In Germania un bel boccale di birra, in Scozia whisky, in Russia wodka. E secondo voi, qualcuno non gli offre un grappino, un Vov, un vino bianco d’annata, resti di Champagne e spumante, vin brulè (freddo), un rhum, un cuba libre, un amaro, un cognac, un limoncello, un sidro.
La lista potrebbe continuare all’infinito, soprattutto se dovessimo includere USA, Canada, Cina, Giappone e tutti gli altri paesi.
Come pensate che arrivi a casa il pover uomo dopo il suo tour mondiale?
Ubriaco fradicio! Ogni anno la stessa sbronza – poi si sa che i mix di alcolici sono devastanti, specie a una certa età.
Scende barcollante dalla slitta – e meno male che le renne sono ben addestrate perché altrimenti col cavolo che riusciva a guidare fino a casa.
Si trascina verso la porta, un folletto aiutante apre – perché ora che tira fuori le chiavi e centra la serratura facciamo Pasqua – va a picchiare immancabilmente contro lo stipite della porta – ecco perché ha il nasone a patata, è una frattura! Poi, vestito com’è, si sbatte sul divano e si addormenta. Qualche ora più tardi si sveglia perché dopo aver bevuto litri e litri di liquidi la vescica preme. E l’inferno comincia, tutta la casa gira come una giostra, la testa ancora incappucciata pulsa come un macigno trapanato, i vestiti sono ingombranti, inciampa nei resti di scatole e nastri argentati. Arriva in bagno, ci mette un sacco a spogliarsi, si libera finalmente e poi cerca di andare a letto, senza neanche mettersi il pigiama. In camera è già pronta una bacinella, che non si sa mai.
Ecco, per tutti quelli che si chiedono cosa faccia Babbo Natale dopo aver consegnato i regali la risposta è semplice: cerca di smaltire la sbornia!
Quindi, quando preparate lo spuntino per il signore rosso vestito, oh festanti lettori, pensate anche a quanto avete appena letto…
Auguri!

3 commenti:

  1. Troppo simpatico questo racconto! Comunque io ho sentito per la prima volta da te questa usanza di lasciare qualcosa da mangiare e bere a Babbo Natale! Da noi non si usa, o meglio nella mia famiglia, anche perché noi aspettavamo l'arrivo di Babbo Natale in persona a mezzanotte del 24!
    Vale

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  2. Ciao Mari, hai perfettamente ragione, ma noi gli abbiamo lasciato latte, biscotti, cereali e caramelle. Baci Sabry

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