giovedì 10 dicembre 2009

Pancioni e segreti


Che bello Daniela, sei incinta!
E di quanti mesi? Cavoli, già di 6!
… ma dai, è una femminuccia!
E come volete chiamarla?

Das verrate ich nicht! – tradotto: non voglio dirlo.

Il tuo amico, una tua collega, un conoscente, una compagna di studi aspetta un bambino.
Se la persona in questione è tedesca stai sicuro che non ti rivelerà il nome del nascituro.
“Ma perché?” - ho chiesto a Daniela, Tessa, Hanna, Claudia, Jana e Yvonne.
“Porta male rivelare il nome di un bambino che ancora deve nascere?” – magari è come festeggiare il compleanno il giorno prima o chiamare dottore uno studente prima che si laurei.

La risposta è inaspettata – “non si rivela il nome del bambino perché, se a qualcuno a cui lo dici non piace, se i tuoi amici commentano negativamente, ecco che ti vengono crisi di coscienza, rimetti in discussione mesi e mesi di ragionamenti e tentativi”. Altrimenti detto: si mettono le persone davanti al fatto compiuto, quando non si può più tornare indietro. E se una volta nato il bambino il nome Karl-Otto-Fritz-Gerald non piace alla prozia, beh peccato, ormai il danno è fatto, la scelta è irreversibile, nessuno può farmi cambiare idea.

E ora il mio commento: ma chi cavolo se ne frega degli altri?
Questo comportamento, normale in Germania, mi ha fatto riflettere e capire ancora una volta come moltissimi tedeschi, a dispetto della precisione, dell’inclinazione a rispettare tutte le regole e dell’efficienza sociale, siano, in fondo, estremamente insicuri (come già ho notato per alcune dinamiche aziendali nel post “Autorità: a testa bassa”).

Ultimamente, poi, ho notato anche un’altra tendenza.

Che bello Jana, sei incinta anche tu!
E partorisci lo stesso giorno di Daniela, ma pensa che coincidenza!
No, no, non te lo chiedo del nome, tranquilla.
Ma sai già cos’è? Avrai una femmina anche tu?

Das verrate ich nicht!

Accanto al folto gruppo di genitori in attesa che non vogliono conoscere il sesso del nascituro per non rovinarsi la sorpresa, sento di molti che decidono sì di sapere se l’esserino in arrivo sia un maschietto o una femminuccia, ma preferiscono non rivelarlo a nessuno. Il segreto rimane in pancia.
Frage: ma che senso ha tutto ciò? Sicuramente non ha niente a che vedere con le scelte e il timore dei giudizi. È forse per evitare l’arrivo di vestitini tutti rosa o azzurri, o magari è per far spazientire i curiosi come me?

Certo che sono proprio strani…

2 commenti:

  1. ahahahh, ho notato anche io! Manco lo chiedo se è maschio o femmina o il nome, ormai... e secondo me a dispetto delle apparenze i tedeschi son molto insicuri, soprattutto per quanto riguarda tutto quello che riguarda i relazionarsi con gli altri... :-)

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    1. Giarda lo penso pure io. Le regole rigide e il loro rispetto assoluto non sono altro che una cornice in cui sentirsi sicuri - che per carità, non è di certo un male, ma rende a volte troppo inflessibili e quindi incapaci di reagire agli imprevisti, come possono essere gli incontri e le relazioni con gli altri, specie se sconosciuti.

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