sabato 26 maggio 2012

L'impotenza delle parole

L'altro giorno mi è successa questa cosa. 
Stavo andando in bicicletta sull'Alster. Premessa: andare in bicicletta sull'Alster è la cosa migliore da fare se si vuole tentare il suicidio sperando che non vada a buon fine. Io non volevo tentare il suicidio (va bene che ho compiuto 30 anni ma non esageriamo) ma speravo che l'orario e il giorno infrasettimanale fossero più sicuri. E invece no, anche alle 12.30 di un tranquillo mercoledì, sull'Alster c'è una miriade di ciclisti impazziti che viaggiano a elevati km orari, scampanellinano in modo anche abbastanza maleducato e insultano pure, qualche volta. Come in quasi tutta Amburgo, pista ciclabile e via pedonale sono attaccate, differenziate solo dal colore: arancione per le bici, grigio o sterrato per gli altri. Sport nazionale dei ciclisti è urlare dietro ai pedoni se invadono di anche solo mezza suola la pista ciclabile. Una volta una tizia mi ha urlato "Pass auf, du Wurst!". Vuol dire: "stai attenta, salsiccia". Lo giuro. E non sono mica grassa! 
L'altro giorno comunque la ciclista ero io. Un tizio camminava sulla pista ciclabile trascinandosi dietro una valigia. Io non sono molto creativa con gli insulti ciclistici e spesso me ne frego e al massimo dico "vorsicht" (attenzione). Il tizio con la valigia però a un certo punto ha deciso di buttarsi proprio in mezzo alla pista ciclabile per attraversare la strada al semaforo. Allora ho dovuto urlare fortissimo il mio Vorsiiiiiiiiiiiiiiiiiiicht e inchiodare per non beccarlo in pieno. Un pedone normale si sarebbe scusato e magari avrebbe pure ringraziato per non essere stato investito.
E invece sapete cosa ha avuto il coraggio di dirmi costui?
"Ecco, per colpa tua ho perso il verde".
Probabilmente voi tutti avreste detto più o meno questo: "allora la prossima volta ti tiro sotto e vediamo se il verde lo prendi lo stesso, razza di pirla", che in tedesco dovrebbe suonare così: "dann beim nächsten mal treffe ich Sie lieber, mal sehen ob Sie dann die grüne Ampel doch kriegen, vollidiot!". Dico "dovrebbe" perché tra spavento e incredulità, il massimo della cattiveria verbale che sono riuscita a produrre è stata questa: "eeeeehm dann .....eeeeehm....besser nicht weh....eeeeeeehm....als Ampel....eeeeeeehm.....idiot!. Che tradotto sarebbe "eeeeeehm allora .......eeeeeeeehm.....meglio niente male......eeeeeeehm che il semaforo.....eeeeehmmm....idiota" (quest'ultimo con vocina stridula tipo topino di Cenerentola).
Ci risiamo, ancora un caso lampante di impotenza delle parole. Sì, perché anche se si vive in un Paese straniero da anni e si sa la lingua bene, o anche benissimo, o anche perfettamente, nei momenti di confusione e agitazione, sia essa negativa o positiva, scatta il blocco. Si vorrebbe dire tanto ma non si riesce perché le parole straniere non escono velocemente dalla bocca come i pensieri spinti dall'adrenalina. Non è possibile arrabbiarsi come ci si arrabbierebbe a casa propria e anche i più bravi ed esperti, quelli che dopo anni di incazzature hanno messo insieme un bel repertorio, vengono immancabilmente fregati da quel cavolo di accento con erre rollante e vocali aperte che qui fa tanto simpatia, pizza e gelato. 
Che poi il tedesco non aiuta neanche molto, vista la gravità degli insulti che mette a disposizione.
Ma dire a uno "buco di culo" (Arschloch) è davvero così offensivo? A me sembra che porti pure fortuna! E pensare che qui è un insulto pesante. 
E mandarlo a quel paese? "Verpisst dich" che vale quanto mandare qualcuno a pisciarsi addosso. Ma si può offendere cosi? 
E l'insulto principe per le donne di dubbia moralità: "Schlampe" che significa "sciattona". Chi giudica così una rivale in amore? No perché per me la ex che cerca di riprendersi a tutti costi l'amato soffiandotelo sotto il naso è qualcosa di ben più grave di questo! 
Gli insulti tedeschi non ci rappresentano, non li diciamo con convinzione. Aggiungiamoci l'insicurezza grammaticale e l'accento esotico e il risultato è chiaro: non riusciamo a farci prendere sul serio quando ci incavoliamo. E questa è l'impotenza delle parole.

11 commenti:

  1. Riporto una frase di Goethe tratta dal libro "Viaggio in Italia":
    Un bel "pirla" in milanese è chiaro pure a un giapponese.
    La prossima volta Signora si ricordi del grande letterato di Germania.

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  2. sei bravissima Mari! mi ritrovo in tutte, assolutamente tutte le cose che scrivi. ho vissuto ad amburgo 3 anni e mezzo, ho un moroso tedesco (al momento sono di nuovo in italia) .... e ogni tanto controllo il tuo blog per vedere se c'è qualche nuova "perla"!grande!

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  3. Io lo avrei offeso in italiano! Non avrebbe capito le parole ma il tono si!!

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  4. ahahah grazie per un po´ di parolacce le ho annotate su un taccuino :D e´ proprio vero le parole straniere non escono velocemente dalla bocca come i pensieri.

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  5. E' per questo che cerco di evitare le parolacce in lingua straniera, tanto non rendono. Ma e' davvero una forte limitazione linguistica ed espressiva!

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  6. io non so come mai, ma sono diventata bravissima ad arrabbiarmi in inglese.
    più di parlare, sono brava ad arrabbiarmi, dirne di tutti i colori e anche a velocità pazzesca.
    tanto con gli americani poi non serve uguale, son di gomma...

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  7. Mi sa che sono l'eccezione: io in tedesco riesco a dare il meglio di me proprio quando sono incazzata, anzi furiosa! Ho una lucidità che ciao. L'hanno provato diverse persone che possono confermare. Chissà cosa mi scatta, boh... (che poi qualche strafalcione lo infilerò di sicuro, eh)
    (P:S:: Schlampe però vuol dire anche "sgualdrina" o "prostituta", ecco perché viene usato come insulto!)

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  8. a Vienna, dato che il mio tedesco è buono ma non abbastanza buono per l'indignazione, m'incazzo in uno splendido mix di inglese e wienerisch, con gesticolamenti italici. funziona benissimo!

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  9. È proprio come dici tu, almeno per me. Di recente mi è capitato di dover andare in un centro commerciale e parcheggiare l'auto nel garage. Il bambino bionico ha aperto di scatto la portiera e ha leggermente sfiorato l'auto a fianco. Sfortuna volle che proprio in quel momento arrivasse il proprietario tedesco della vettura in questione. Di fatto la portierata era stata davvero leggerissima e non aveva lasciato alcuna traccia, ma non ti dico il pippone che mi ha tirato il tipo. Un quarto d'ora di predica in tedesco su ciò che era avvenuto e come bisognasse stare più attenti. Poi il controllo del mio documento (in caso fossero emersi danni seri, mi avrebbe contattata), la foto alla targa della macchina, la dichiarazione scritta mia che avevo compiuto un gesto orribile ed altre amenitá sulla stessa linea. E io? Niente, io lì zitta a subire, incapace di profferir verbo. È andata bene, nel senso che il tipo non l'ho mai più sentito, ma quanto a lungo mi sono data della cogliona dopo!

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    1. Uuuuuuh lasciamo perdere il tema macchine che è meglio. Posso dire una cosa bruttissima? I tedeschi quando si tocca la loro macchina diventano a dir poco odiosi!

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  10. Ah a proposito...una mia collega spagnola mi racconta che quando s'incavola, le vengono gli insulti in catalano e che la cosa ha un effetto fortissimo sull'altra persona, che di solito tace basita e impaurita!

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