martedì 29 agosto 2017

I più bianchi della spiaggia

Siamo i più bianchi di tutta la spiaggia.
Ci togliamo i vestiti e mettiamo in mostra una tintarella cadaverica da monitor 21 pollici e neon di open space. Il pallore nordeuropeo di metà Agosto sa di tante giornate grigie e scrosci di pioggia ma nasconde piccole macchie vive irrorate di pochissime grigliate al parco e running disperato.
Ora, qui, su una spiaggia ligure qualsiasi, siamo punti di luce pura e imploriamo il sole di spegnerci in fretta, di renderci più simili agli altri che stanno al sole ininterrottamente da due mesi ormai.

- “Abbiamo visto che sono arrivati i tuoi nipoti da Amburgo” - dicono i compaesani che erano già stati ampiamente informati dell'annuale discesa dal Nord.
- “Ah, vi siete già incontrati per strada?
- “No, però abbiamo riconosciuto Sven e i bambini dal molo”.
Il molo sta a ca. 1 km dalla spiaggia.
Tre punti bianchi che si stagliano sul bagnasciuga. Macchie fluorescenti al largo, oltre la boa.
- “Non possono far togliere la maglia da surf al bambino tedesco così lo riconosco meglio?” - pensa il bagnino escogitando strategie di sopravvivenza alla settimana di ferragosto.

Il biancore del Nord può essere garanzia di notorietà e sicurezza, meglio quindi preservarlo il più possibile fissandolo meticolosamente sul corpo con protezione solare fattore 50 a partire dalle 9, puntuali per l'apertura dei bagni, e ripetendo il rito più volte, anche di pomeriggio, anche se manca un'ora al tramonto.
La vicina di sdraio guarda suo figlio carbonizzato con un misto di orgoglio e senso di colpa. Passerà metà della mattinata cercando di ricordarsi dove cavolo sia finito il flacone di Nivea praticamente nuovo, visto per l'ultima volta all'inizio di Luglio forse.

- “Quest'anno pieno di tedeschi” ci dicono.
E infatti li becchiamo subito i nostri connazionali. Altre macchie di luce adagiate su teli umidi e lettini scoloriti. Ci sentiamo accomunati da un senso di appartenenza ad una razza diversa, quella che ha solo 2 settimane contate di ferie e che insieme al biglietto aereo compra la garanzia del bel tempo perché se non va bene almeno ad Agosto ci sarà da aspettare mesi e mesi prima di rivivere la spensieratezza di infradito e canotta - niente pullover, calze, k-way e sciarpina in borsa che non si sa mai.
Anche molti russi da queste parti, sentiamo dire. E infatti li riconosciamo subito, rossi come astici perché i risultati devono farsi vedere subito e poi, diciamoci la verità, mettersi la crema è da crucchi. Il dolore da scottatura è un souvenir attaccato alla pelle per i primi momenti di nostalgia al ritorno.


Sono pronta a tornare in ufficio e a sentire i “complimenti” delle colleghe. Se solo sapessero che questo colorito timido ottenuto in una sola settimana di mare (per di più con figli tedeschi sempre in acqua o all'ombra), questo grado minimo di tintarella su braccia e gambe era lo stesso che raggiungevo andando in bicicletta per Milano a Giugno. Devo confessare loro che stare al nord negli anni mi ha letteralmente sbiancata? 

Tra massimo due settimane tornerò al mio incarnato cadaverico da monitor, pioggia e Jack Wolfskin. I copricostume saranno dimenticati in cima all'armadio, riposti insieme all'annuale bugia che in primavera andiamo a svernare a Maiorca. Nel frattempo il doposole dei prossimi undici mesi e mezzo sarà in una pillola al giorno di vitamina D.




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