giovedì 18 aprile 2013

Bananenbox


La mia amica Simona, napoletana trascinata dal cuore ad Amburgo, commenta il mio post dell'altro giorno (qui) dicendomi di smetterla di fare tanto la vittima della patria abbandonata in quanto, stando a lei, sono l'amica più crucchizzata che ha. E che argomento usa la mia bella guagliona a favore della sua tesi? Non che da quando vivo in Germania mangio cose indecenti (vedere sezione "Assaggiato per voi"). Non che stando qui mi sono lasciata andare alla libertà del vestirmi a caso (ogni tanto) e non truccarmi. Non che sostanzialmente arrivo puntuale agli appuntamenti. E nemmeno che da domani andrò in bicicletta col casco per dare l'esempio al crucchino. Niente di tutto ciò.
Secondo lei il simbolo più evidente della mia metamorfosi d'oltre cavolo è il portabanana.


L'ho scoperto poco dopo essermi trasferita ad Amburgo, al Globetrotter, un negozio specializzato in outdoor e vacanze avventurose con annessi campeggio, sacco a pelo, arrampicata, canoa, trekking estremo al freddo. Per alcuni un sogno. Per i miei gusti una vacanza da incubo! Quando l'ho visto ovviamente sono scoppiata a ridere non riconoscendo ancora la genialità di tale oggetto. Ci ha pensato Sven a chiarirmi le idee spiegandomi che grazie al Bananenbox la banana non si annerisce e non si maciulla con i colpi quando la porti in borsa.
E lì è partita la riflessione: ma io quando abitavo a Milano sono mai andata in giro con una banana in borsa? E con frutta in generale, fatta eccezione di quando con la faccia pulita camminavo per strada mangiando una mela coi libri di scuola? No, non so voi ma io "prima" non ero solita mangiare molto in giro. Qui invece nei mezzi pubblici c'è sempre qualcuno che ammazza il tempo con uno snack sano ed estrae una tupperware con mele già a spicchi, fragole dimezzate, cetrioli a rondelle, carote a sticks, peperoni a lamelle. Il contenitore di plastica è pratico, antiurto e pure eco-friendly perché non si sprecano sacchettini, cellofan e alluminio. Aggiungiamoci pure che qui in Germania quelli non di marca non costano niente…

Per quanto già utile fosse quando ero sola, il portabanana si è rivelato un oggetto indispensabile da quando il crucchino è stato svezzato e lo uso tutti i giorni.
L'ho anche regalato a qualche amica e parente donando, oltre ad un oggetto bizzarramente crucco, anche una bella risata, che in certi tempi non è sempre compresa nel prezzo. Mia sorella me l'ha schifato in toto dichiarando che mai l'avrebbe usato in pubblico. Invece prima l'ha riciclato come porta matite dell'Ikea e alla fine è rinsavita, ha ammesso l'utilità dell'oggetto e se l'è portato in vacanza evitando ad almeno un kg di banane dei brutti lividi. 

  
Vi ho convinti un po'?

Simona, vedi che tutte le invenzioni crucche hanno il loro perché, cioè il loro warum? 

Cavoli, se Simona pensa che mi sia tedeschizzata per via del portabanana cosa mi dirà quando scoprirà che il mio prossimo acquisto sarà il porta vasetto dello yogurt?


8 commenti:

  1. Fantastico!! Mari mandamene una in Italia!!! ps: il porta yogurt lo stavo puntando da un pò, io che di crucco ho solo il cognome! :-)

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  2. Di' alla tua amica che io l'ho comprato...in Italia!! :)
    Maria (merion)

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  3. Pensa che a me pure l'ha regalata mia mamma. E dall'Italia (qua in Austria non ne avevo mai viste). ;)

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  4. Il porta banana ce l'ho anch'iooo! Non sia mai che esco senza :-D

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    1. Ci credo, è fondamentale!!! Io un paio di volte me lo sono portato dietro anche vuoto :D

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  5. Non so se amare di più il portabanana o il porta yogurt!

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    1. Non lo trovo proprio il porta yogurt :( Ma non demordo, lo vedo come un oggetto fondamentale!

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