domenica 19 agosto 2012

Azzurro


Cerco l'estate tutto l'anno
e all'improvviso eccola qua. 

Sì, perché solo al 19 di agosto l’estate ha pensato di venire a trovare i poveri amburghesi.  E in modo deciso, passionale, rovente. Siamo arrivati a 34 gradi, dai 23 scarsi di due giorni fa. Perché ad Amburgo le mezze misure non esistono. O Antartide, o Africa. Non mi permetto di lamentarmi dell’afa di questi due giorni perché 1) era ora 2) non voglio portare sfiga 3) martedì si torna comunque punto e a capo.

Lei è partita per le spiagge
e sono solo quassù in città,
sento fischiare sopra i tetti
un aeroplano che se ne va.

Sono sola questo weekend al nord. Sven se n’è andato per lavoro in Ammmerica. Non in giro per spiagge ma per conferenze. Fa lo stesso. Sono sola con il crucchino e abitando non lontano dall’aeroporto, li sento davvero gli aerei che passano sopra le nostre teste. 

Sola.
Una parola che fa ancora più effetto quando non c’è nessuno con cui pronunciarla. Non mi ricordo più l’ultima volta in cui mi sono sentita così sola. Davide ha la scarlattina, il che lo rende agli occhi di tutti un appestato da cui è meglio stare alla larga. E poi chi avrei potuto chiamare al volo, una domenica bollente d’agosto? Di numeri di telefono di mamme che abitano nella mia zona non ne ho e anche se li avessi, queste hanno sicuramente altri programmi. Fare le cose “spontan” qui non si usa. Per andare al parco giochi, a bere un caffè, a fare shopping, è necessario prendere accordi tempo prima. Pianificare. Chiamare una mamma e dire “ciao, non hai niente da fare? Ci troviamo tra mezz’ora al parchetto se vuoi” è fuori discussione, non ci stanno, non sono pronte. Oppure ti senti dire “eh no, ho già detto a tizia che vado al parco giochi con lei”. E il “vieni con noi?” che a me esce sempre spontaneo secondo il mio carissimo principio più-si-è-meglio-è, non arriva. E così mi ritrovo sola una domenica pomeriggio cocente, con Davide che sta scoprendo la meraviglia del bilinguismo a suon di nein, ja, sì, sitzen, grazie, palla, cacca… ma che di certo non è ancora un amabile conversatore. Siamo andati a prendere un gelato a un chioschetto in fondo alla nostra via e, per far passare il tempo, ci siamo andati a piedi. 100 metri in mezz’ora. Perché lui deve toccare tutte le macchine, osservare ogni insetto, provare ad aprire tutti i portoni. Proprio mentre saltava un gradino davanti al portone azzurro del numero 18, il cui 1 si sta lentamente ripiegando su se stesso, ecco che al primo piano si apre una finestra. E un signore di mezza età in canotta mi guarda e mi chiede se fa caldo. In casa sua è fresco quindi non sa regolarsi. Gli rispondo che si muore di caldo, e dico a Davide di muoversi che è ora di cena. Il signore continua dicendomi che nella sua casa di prima non era così fresco, forse perché era una casa più vecchia. È gentile, mi racconta che ieri era in giro con sua figlia di 6 anni e in effetti faceva caldissimo. E io inizio a pensare che si tratti di un maniaco. Poi mi chiede in che lingua sto parlando con Davide. Hmhmhm mi sembra troppo loquace… e a sentirlo bene ha pure un accento diverso. “Lei non è di Amburgo, vero?”. No, è rumeno. Ah ecco. Perché un amburghese che ti rivolge la parola dal nulla e attacca bottone ancora deve nascere. Riesco a portare Davide fino alla meta. Per fortuna quando sono a casa il telefono squilla due volte. Sono le mie amiche italiane, che di figli da far giocare col mio non ne hanno ma che per fortuna non si sono scordate di me. E tutti i brutti pensieri che hanno avuto 100 metri di strada in mezz’ora per formare una bolla di paranoia nella mia testa sudaticcia se ne vanno. 

Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.
Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all'incontrario va.


9 commenti:

  1. Io questa domenica ero al mare, ma se l'avessi saputo sarei accorsa, anche senza preavviso: sono italiana ;-)
    No sul serio, mi è capitato un we con piper-marito in Asia e tutti gli amici in vacanza e volevo tagliarmi le vene...
    Comunque, da martedì sono di nuovo sola per qualche giorno, piper-marito in America, quindi se posso invitare te e crucchino da qualche parte a cena (Jim Block di Barmbek?) fammi sapere. O nel frattempo la famiglia si è riunita?
    Tra l'altro se non abiti lontano dall'aeroporto mi sa che non abiti tanto lontano nemmeno da me...

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    1. Grazie mille :) La famigliola è riunita però dobbiamo assolutamente incontrarci quando torniamo dalle vacanze - meno male che andiamo via anche noi, comincio a dare i numeri!

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  2. anche io ero a d Amburgo a morire di caldo. e anche io sola con i bimbi e senza paura della scarlattina. e anche io abito a 10' dall'aeroporto. quando riusciremo a combinare l'inci
    ontro

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    1. Presto! Scrivimi a racconticavolo @ googlemail.com :)

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  3. dai che tra qualche mese arriviamo pure noi!! due gemelli ed un cagnetto scatenato divertimento assicurato!!

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  4. uh, abbraccio!!! sicuramente ora va meglio?

    "Oppure ti senti dire “eh no, ho già detto a tizia che vado al parco giochi con lei”. E il “vieni con noi?” che a me esce sempre spontaneo secondo il mio carissimo principio più-si-è-meglio-è, non arriva. "

    eh no. a Vienna stessa storia, anche quando non sei mamma. l'Asburgico non capisce dove sia il problema, Sven sì? in questo Italia e Turchia mi mancano, qua sembra una cafonata invitare gli amici. non capiscono che *è anche così* che si incontrano le persone e si fanno nuovi amici :(

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  5. Mi sa che sto commentando fuori tempo massimo, ma queste frasi "Fare le cose “spontan” qui non si usa. Per andare al parco giochi, a bere un caffè, a fare shopping, è necessario prendere accordi tempo prima. Pianificare." sono così vere che non posso fare a meno di scrivere anch'io. Da mamma italiana che vive a Friburgo, non posso che confermare che è proprio così, comportarsi come faremmo in Italia e approcciarsi agli altri con gesti spontanei spesso ti fa sembrare un'aliena agli occhi dei crucchi. Mi permetto di linkare qui una cosa che ho scritto poco tempo fa sul mio blog http://malditestadellimmigrata.wordpress.com/2012/11/21/la-nuova-rete-delle-amicizie/

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    1. Ma davvero?!? io pensavo che gli, anzi le amburghesi fossero una razza particolarmente poco freundlich! Comunque io ora comincio a fare l'uomo str e cioè: mi faccio desiderare. Se una mamma vuole per qualsiasi ignoto motivo attaccare bottone, la sbologno dopo un minuto inventando una scusa che mi faccia sembrare importante: scusa, devo scappare che tra mezz'ora ho una teleconferenza internazionale (in realtà devo fare skype con i miei). Funziona!

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  6. Come ho già scritto, sono una studentessa Erasmus nella Terra dei Cavoli... e mamma mia quanto sono chiusi sti tedeschi! Anche a lezione non c'è verso di farli parlare, stanno solo con i loro amici di sempre e non abboccano se inizi a parlargli, il discorso cade subito...

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