martedì 1 febbraio 2011

Uomini che spingono


Prima la domenica si mettevano in sella alla moto o si issavano sulla bici da corsa e si lasciavano trasportare dal vento, dall’ebbrezza della velocità, trascinati da un senso di libertà unico che, sapevano, sarebbe terminato inesorabilmente la mattina dopo, costretti al risveglio forzato per andare al lavoro.
Ora le cose sono cambiate. Questi uomini la domenica non si lasciano più trascinare e non vengono trasportati ma li vedi al parco a spingere. La carrozzina. E ne sono fieri.
Il parco la domenica pomeriggio è un via vai di atleti, cani e padroni, pochi grigliatori pazzi che accendono la carbonella nonostante i 3 gradi, genitori con bambini a piedi e coppie con carrozzina.
Classico quadretto invernale.
Lui spinge la carrozzina senza guanti camminando con un bel passo allegro. Lei lo segue arrancando qualche metro più indietro, le gambe appena larghe, leggermente curva in avanti perché ancora un po’ infastidita dal taglio - sia esso cesareo oppure …va be’, sorvoliamo.
Dalla direzione opposta arriva un’altra coppia con carrozzina ed anche in questo caso è il papà a spingere, lei appena più indietro.
Al momento dell’incrocio gli uomini lanciano subito lo sguardo verso il passeggino nemico, confrontano le ruote, confrontano le scocche, confrontano le curve. Anche le neomamme confrontano le curve “a giudicare dal sedere direi che ha partorito nemmeno una settimana fa”.
Poi passa un ciclista super sportivo su una Giant fiammante e per un attimo i due papà si sentono solidali nella nostalgia dei vecchi tempi, delle belle uscite domenicali in solitaria che chissà quando torneranno.

Non avevo mai visto tanti uomini spingere! O forse non ci avevo mai fatto caso.

Da noi funziona così: mettiamo il pupo nella carrozzina e non faccio nemmeno in tempo a chiudere il portone che il biondino grande (essendo entrambi biondi ora li distinguo con aggettivi di misura) è già partito. “Sven, se vuoi spingo io, non hai i guanti!”. “No no, per ora spingo io, quando mi stufo te lo dico”.
Non si stuferà. Adora prendere le curve strette, fare la serpentina, molleggiare sul manubrio.
Il biondino piccolo dentro dorme che è una meraviglia, neanche le buche più profonde o i gradini più scoscesi lo svegliano. E del freddo non se ne accorge nemmeno, segno più che ovvio che la metà del sangue è di marca tedesca!

4 commenti:

  1. Ma che bello il tuo blog! Mi piace davvero tanto, anche l'ironia con cui affronti lo shock culturale, che guarda, abbinato ad una altro paese, ma che conosco bene!
    Un abbraccio da un'altra emigrante come te!
    Ciao Ciao
    Ele

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  2. E siamo due io mi trovo in Baviera e ho scoperto il tuo blog tramite anime nomadi "storie di espatriate!"

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  3. Anche mio marito "spinge" volentieri la domenica mattina... Ciao, a presto.

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  4. Anche io ti ho scoperto lì, ma giuro, non ti mollo più! Mi fai morire! :)

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